Sole di fine autunno

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Era un bel giorno di fine autunno, quando la temperatura si alza per l’ultima volta prima dell’inverno. Era una bella giornata ed io stavo lavorando nel mio giardino, rastrellando le foglie. Notai il figlio del mio vicino di casa che era tornato dall’università, stava prendendo gli ultimi raggi di sole prima che la temperatura più fresca arrivasse alcuni giorni dopo. Era in un posto appartato dietro il recinto dei suo genitori. Dal mio punto di vista lo potevo vedere fare il bagno di sole. Indossava un paio di Speedo bianchi, un paio stretto che gli abbracciava il corpo. Mentre rastrellavo le foglie gli feci un cenno di saluto e lui mi rispose. La sua mano si mosse a riordinarsi l’uccello, gli Speedo bianchi erano aggrappati al suo corpo che era stupendo. Era muscoloso ed aveva quell’aspetto affusolato con spalle larghe ed una vita magra. Mentre lo guardavo il suo pene sembrò crescere, potevo vedere il suo contorno muoversi mentre diventava duro. Continuai a rastrellare tenendolo d’occhio. La sua mano si mosse a riordinarsi l’atttrezzatura e questa volta l’uccello era ritto. La punta del pene apparve sopra la cintura degli Speedo. Io stavo godendo di questo show e mi era diventato duro guardandolo. Si girò ed io pensai che lo spettacolo fosse finito. Con mia sorpresa afferrò gli Speedo e li tirò verso la fessura del sedere. Aveva le più belle collinette, completamente rotonde, che avessi mai visto. Dovevo in qualche modo vederlo più da vicino.
Gli chiesi se voleva una bibita fresca e disse di sì. Andai a prenderne un paio e quando gli diedi la sua, lui mi invitò a sedere. Mi disse che i suoi genitori erano andati via per il fine settimana ed io gli dissi che prendere il sole era molto meglio che rastrellare foglie. Lui disse: “Unisciti a me, puoi tenere le mutande o stare nudo, che è quello che preferisco. Odio le linee di abbronzatura.” Gli dissi che mi sarei messo nudo se anche lui lo faceva.
Mi spogliai e mi sedetti col cazzo duro ed eretto. Lo guardai togliersi lentamente il costume. Lo tirò giù un po’ rivelando il pene duro come pietra circondato da un bel cespuglio di peli da cui spuntava. Esitò un momento per permettermi di godere del suo strip tease. Quando alzò le anche, se lo tirò giù e io vidi le sue palle. Pendevano un po’ ed erano grandi e rotonde. Se lo tirò via completamente e si sedette con una bella erezione.
“Sdraiarmi al sole mi eccita.” Disse. Restammo seduti mentre bevevamo le nostre bibite ed io mi stavo chiedendo quale sarebbe stata la mia prossima mossa. Mentre pensavo a possibilità diverse, mi eccitavo sempre più. Lui disse: “Hai un bel cazzo. È una vergogna sprecare una bella erezione. Masturbiamoci.” Cominciammo a massaggiare i cazzi, lo guardai far scivolare la mano su e giù sul suo uccello. Stava andando ad un ritmo più veloce del mio, ma io stavo godendo della vista. Il suo pene era circonciso, grosso e più lungo del mio. Lui mi stava guardando e sembrava mi stesse valutando, poi disse: “Come ti dicevo i miei genitori sono fuori per il fine settimana. Andiamo in casa. C’è qualche cosa di meglio che possiamo fare.”
Lo seguii rapidamente in casa guardando il suo sedere e sperando che quello che voleva fare c’entrasse con quello. Era un culo rotondo ben formato. Io avevo un’erezione furiosa. La porta si aprì su di un soggiorno. Lui si girò, afferrò la mia mano e mi tirò al sofà. Mi ci spinse sopra, immediatamente prese il mio cazzo e cominciò a succhiarlo. L’azione della sua lingua era grande. La fece turbinare intorno alla cappella. Portò completamente il mio uccello nella sua bocca fino alla base dell’asta. Era rapido ma efficiente ed io stavo godendo del suo comportamento aggressivo, aveva imparato molto mentre era all’università, avrebbe potuto scrivere un trattato, specialmente per la parte su come succhiare un cazzo. Mi lubrificò con la sua saliva, si accosciò e guidò la mia asta nel suo sedere, poi cominciò a cavalcarmi. Era sfrenato ed io rimasi sdraiato a fotterlo mentre gli accarezzavo l’uccello. Glielo spremevo e gocce di liquido pre eiaculatorio apparvero sulla punta del pene. Gli tirai le palle e gli afferrai il pube. Il suo comportamento aggressivo mi stava facendo impazzire ed io volevo stringere il suo corpo. Gli pizzicai i capezzoli e gli strinsi il torace.
Volevo che tutto questo durasse, così tentai di controllare il suo ritmo ma inutilmente, era troppo veloce ed io sentii che mi stavo avvicinando all’orgasmo. Mi arresi alla sua volontà e gli permisi di portarmi al punto di non ritorno. Sentii il mio sperma viaggiare attraverso il mio corpo ed eruttare come un geyser fuori del mio cazzo e nel suo sedere. Lui strinse il muscolo del sedere per aumentare la presa sul mio uccello. Io sparai il mio carico con più forza. Era una sensazione magnifica. Quando finii di sborrare ero esaurito.
Pensavo che avessimo finito, ma lui non era d’accordo. Tolse il mio pene dal suo sedere e muovendosi tra le mie gambe, me le alzò e cominciò ad leccarmi il culo. Il mio corpo vibrò di eccitazione. La sua lingua si scagliò all’interno, vi sputò dentro alcune volte per lubrificare il buco. Sputò sul suo cazzo, usò la mano per spargere lo sputo e quando fu ben lubrificato, mi penetrò lentamente. Dapprima lo fece con calma poi, appena capì che riuscivo a prenderlo, aumentò ripetutamente il suo martellare e spinse il pene profondamente nel mio sedere. Era come un a****le ma l’intensità era troppa per res****re a lungo e quando spinse il cazzo profondamente dentro di me, si inarcò indietro e poi venne. Si dibattè e spasimò mentre sparava il suo carico. Sentivo fiotti dopo fiotti di sperma che mi colpivano le interiora. Alla fine si fermò e poi rimosse il cazzo. Gli diede un paio di altre scosse e lo sperma continuò a fluire dal suo uccello. Si sdraiò sul sofà ed il suo torace sobbalzava mentre riprendeva fiato.Prendemmo un paio di asciugamani e tornammo fuori. Era bello sentire il sole che scaldava i nostri corpi e godemmo il resto del pomeriggio di quel fine autunno.

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