La Sera In Cui La Voglia Si Fece Sentire…

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Il racconto che vi apprestate a leggere, narra l’episodio che mi ha spinto a vivere la sessualità e la voglia di trasgredire con pienezza. Gli avvenimenti raccontati, infatti, risalgono a prima dell’ormai celebre incontro con il ragazzo conosciuto su Facebook, con cui ho avuto la seduta masturbatoria migliore della mia vita fino a oggi. Spero vivamente che vi piaccia come il primo racconto e chissà che non ne scriva altri nei mesi a venire, sempre inerenti al mio “lato buio”. Buona lettura e… pennone in mano!!

Ricordo era l’estate di sei anni fa, mese in più o mese in meno, quando mi recai per la prima volta ad un cinema a luci rosse. Quel genere di posto che definisco in maniera più pacchiana “CinePorno”. A dirla tutta, era stato un tipo su un forum a parlarne (il tipo di forum sulla masturbazione che ero e son solito a frequentare quando ho qualche ora libera lontano dagli occhi della mia ragazza): io non ero a conoscenza di posti del genere, né mai avrei immaginato esistessero realmente. Fatto sta che mi recai a uno dei sopracitati cinema, “dove ognuno ha la libertà di lasciarsi andare e godersi a 360 gradi un film porno d’autore senza il timore di essere giudicato”. Queste, almeno, le parole con cui il tizio sul forum – assiduo frequentatore dei luoghi – me l’aveva descritto. Ammetto che era stato elettrizzante il tutto: cercarlo, entrarci e guardarmi in santa pace un porno senza dovermi per forza nascondere. Notai però che in sala, nonostante il buio, ci fosse un certo movimento e dei tizi che gironzolavano qua e là senza un’apparente motivazione. Cosa che non mi permetteva di procedere come volevo, ossia di tirarmelo fuori e smanettarmi a mio piacimento. Anzi. Quando tentai di farlo, mi ritrovai un tipo che PER CASO si sedette accanto a me e allungando la mano mi chiese: “Posso…?”. Capii le sue intenzioni e con decisione gli respinsi la mano e lo allontanai quasi di malo modo. Non c’è altro da dire su quella giornata, se non che mi era piaciuta come esperienza anche se sentivo che qualcosa mancava per sentirla “completa”. Certo, anche la mia timidezza, la vergogna e l’insicurezza riguardo al farmi vedere con l’uccello di fuori avevano fatto la loro parte e così mi ero in qualche modo precluso quei “360 gradi” che il tizio sul forum mi aveva accennato.

Passano gli anni; mi fidanzo e la mia vita masturbatoria rimane un po’ accantonata sebbene non a lungo. Infatti approfitto di quei giorni in cui lei va’ dai suoi per godere del mio corpo autonomamente, magari guardando foto, filmati e via discorrendo.
Arriviamo così all’anno scorso ed una sera decido di fare un salto a uno degli ultimi CinePorno ancora sulla piazza. Perlomeno, fra quelli in regione.
Avevo saputo che fosse quantomeno frequentato, specie la sera tardi, e mi avviai presto da casa per poi non avere problemi nel tornare con i mezzi. Tuttavia, si ripeté una scena analoga a quella di cinque anni prima: qualcuno mi si avvicina, lo allontano e infine faccio da me. L’unica differenza era data dal fatto che stavolta ero più sfacciato e non mi vergognavo ti tirar fuori i miei miseri 15,5cm per segarmi di gusto nel bel mezzo della sala buia. Di tanto in tanto mi capitava di sentire gemiti e non solo dalle file dietro, ma anche da quelle davanti. Dopo aver goduto, comunque, mi alzai e me ne andai come se nulla fosse. La stessa scena si verificò ancora la volta successiva, a distanza da qualche mese e sempre nello stesso cinema. Fu’ allora che incominciai a domandarmi cosa mancasse per far sì che le mie capatine al CinePorno fossero veramente quel che nel subconscio volevo. Trasgressione: questa era la parola chiave.
Il tempo che la mia ragazza parta di nuovo dai suoi genitori per un paio di settimane, ed ecco che mi organizzo per la mia quarta visita al CinePorno (oramai) di fiducia. La terza allo stesso cinema. Per qualche motivo, faccio prima un salto al supermercato poco distante dal posto e mi compro un paio di birre in lattina extra-strong e me le scolo quasi fosse acqua qualche minuto precedente al mio ingresso al teatro. Mi faccio coraggio, entro e pago il mio biglietto. Una volta dentro, scruto a destra e a sinistra per vedere quante persone ci sono, ma non scorgo granché e vado subito a sedermi in mezzo al buio della sala. Ricordo poco di cosa c’era sullo schermo in quel momento: rammento vagamente un paio di zoccolone con delle bocce enormi a slinguazzarsi furiosamente mentre un tipo le spiava e si masturbava dietro la porta della camera dove si trovavano entrambe. A un tratto, sento il solito pervertito sedersi di fianco a me, ma non me ne curo più di tanto. Proseguo a toccarmi il bozzo notevole che si affacciava dalla mia patta, ma senza cacciarlo fuori per via dello sconosciuto che mi stava accanto. La testa mi girava e una voglia indescrivibile mi saliva dentro senza che me ne accorgessi…
Sentii all’improvviso la mano dell’uomo al mio fianco salirmi su per la coscia sinistra e io lo respingevo con delicatezza stavolta. Quasi volessi insistesse invece di tirarsi indietro come avevo fatto le volte precedenti. E così fu: il tocco del tipo di faceva più audace e mi sussurrava di lasciar fare a lui mentre la sua mano era oramai sulla patta gonfia dei miei pantaloni. Altra annotazione, quella sera non avevo neanche messo i boxer quindi il tizio non ha avuto problemi ad arrivare a ciò che stava cercando una volta abbassata la zip e slegata la cinta. Gli ripetevo di fermarsi, ma è come se lui capisse cosa volevo in realtà… per la prima volta, il mio membro si trovava nella presa salda e decisa di un altro uomo e non sapevo come uscirne. Lo maneggiava con una maestria con cui una donna difficilmente potrebbe farlo. Era una mano calda e sapeva benissimo come muoverla. Io insistevo col ripetergli di andarsene, ma lui proseguiva ancora. Finché a un certo punto prende a slacciarmi completamente i pantaloni calandomeli del tutto. Io sono preso dal film e neppure lo guardo mentre è all’opera, è solo che mi sentivo come se non volessi altro in quel momento. So benissimo cosa sta per fare dal momento in cui si alza dalla sua poltrona e si inginocchia tra le mie gambe. Io non ho neppure il coraggio di guardarlo. Sento la mia cappella prima e il resto della mia asta dopo venire avvolte dalla sua bocca bollente che risucchia fino alle palle ogni centimetro del mio membro. Pompa che è una meraviglia e io non posso più far nulla, se non tirare la testa indietro con gli occhi sbarrati ed innumerevoli sensazioni di proibito che mi invadono la testa. Godo e neppure poco mentre il porco si fa una scorpacciata del mio cazzo. La sua bravura nell’orale non tarda a dare i suoi frutti e dopo 10 minuti buoni (e lui capisce quando è il momento di succhiare ancor più avidamente) gli vengo copiosamente in gola ansimando rumorosamente. Ansimi che riempiono facilmente la sala semivuota e dopo solo l’audio del film proiettato, che non stavo più neppure seguendo.
Il tizio fa capire di aver digerito il mio seme come Dio comanda e dopo avermi sorriso facendomi un paio di complimenti sul cazzo che mi ritrovo, esco dalla sala quasi sconvolto. O forse no? Non era quel che volevo? Altrimenti come si spiegherebbe il fatto che mi fossi ubriacato da far schifo prima di entrare e non indossassi neppure i boxer quella sera? Già: in fondo, era quello che cercavo e per la prima volta uscivo da un CinePorno soddisfatto e per di più con tanta voglia di riprovare un’esperienza anche lontanamente simile per quanto in ambito.
Sono stato altre tre volte circa nello stesso cinema successivamente, ma non s’è più ripetuta una scena del genere anche perché sono diventato più acido adesso e non facilmente ripeterei (quasi) inconsciamente un’esperienza come quella di quella sera. L’esperienza che poi ebbe un seguito ancor più eccitante come avrete avuto occasione di leggere nel mio primo racconto, ma quella storia la sapete già… ;d

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