SESSO E POTERE PARTE 3

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OGNI RIFERIMENTO A COSE E PERSONE E’ PURAMENTE CASUALE

Mentre assistevo a quello spettacolo perverso, incominciai a sentire una forte eccitazione dentro di me e senza quasi accorgermene incominciai a toccarmi, ero bagnatissima … a quella visione la Bonanni portò una mano sul capo di Denise a facendo presa sui suoi capelli le fece alzare la testa di colpo, Denise mi guardò mentre mi davo piacere e reagì sorridendomi ma questa volta in maniera meno innocente e gioviale del solito … posò il suo sguardo da gatta in calore su di me, si staccò di colpo dal corpo della Dottoressa ed incomincio a venire nella mia direzione.
Giunta a me mi protese le sue mani come ad invitarmi ad alzarmi in piedi, in quel momento mi resi conto che non avevo più paura, non vivevo più quello stato di ansia che mi aveva attanagliato fino a qualche istante prima, mi sentivo ipnotizzata da quella situazione e Denise era l’elemento che mi trasportava verso un nuova dimensione, mi fidavo di Lei … sentivo che nelle sue mani avrei potuto abbondonarmi completamente, sentivo la voglia di prenderla per mano e farmi condurre in quel limbo di piacere.
Ci trovammo faccia a faccia, incominciò col togliermi la giacca e la camicetta e mi invitò a fare lo stesso con Lei, ci sfilammo a vicenda gli indumenti di sotto e potei constatare che non portava le mutandine … ricordo che rimasi incantata dal suo décolleté, Lei se ne accorse, si tolse il reggiseno e spinse la mia testa contro le sue tette meravigliose, non resistetti alla tentazione di incominciare a leccargliele, in un attimo i suoi capezzoli si inturgidirono … anche Denise incominciava a godere.
Prese la mia testa con ambedue le mani e mi ficcò la lingua in gola con determinazione, dopo alcuni minuti si portò alle mie spalle, la sentì inginocchiarsi e togliermi le mutandine, alzai un piede per liberarmene e poi l’altro … esitai per un momento … mi ricordai che pochi istanti prima la bionda mi aveva gettato addosso il perizoma della Bonanni, decisi di ricambiarle la cortesia … calciai il mio brasiliano che caddè precisamente in testa a quella stronzetta, la Bonanni soffocò una risata sarcastica, mi aspettavo che la bionda si risentisse di quella mia azione ma per tutta risposta si porto il mio perizoma al naso per godere del mio odore e mi guardò con area di sfida come a dirmi: “mia cara non mi provocare perché non fai altro che invitarmi a nozze”.
Nel mentre Denise da dietro mi slacciò il reggiseno, si impossessò del mio seno tastandolo con passione e a tratti stringendomi i capezzoli, portò poi la sua mano destra in mezzo le mie gambe ed incomincio a penetrarmi prima con un dito, poi con due … andò avanti per qualche minuto leccandomi i lobi delle orecchie ed aumentando la forza con cui stringeva i miei capezzoli, non passò molto che chiusi gli occhi ed esplosi in un orgasmo che avrei scoperto in seguito essere solo il primo dei tanti che mi avrebbero investito quella notte.
Finita la mia esplosione di piacere riaprì gli occhi, potei notare come le due segretarie si fossero staccate dalla Bonanni e si fossero avvinghiate sui due uomini di colore della sicurezza che stavano alle sue spalle, (chissà se anche quello era un suo ordine) … si inginocchiarono ed incominciarono a succhiare i loro cazzi, il tutto sempre in perfetta sincronia di movimenti, ancora una volta mi assilì il dubbio che ci fosse una qualche specie di regia che dettasse loro cosa fare, in che tempi e con quali modalità.
Denise continuò a coccolare il mio corpo con carezze, leccandomi il collo … sentivo che il mio piacere stava rincominciando a salire quando con voce flebile mi sussurrò all’orecchio:
“vieni Barbara … vieni con me … vieni a firmare il tuo contratto” mi prese per mano e mi condusse al cospetto della Bonanni.
La Dottoressa era seduta nella medesima posizione nella quale tutto avevo avuto inzio, mi guardava con aria eccitata, si mordeva il labbro inferiore ed aveva difficoltà a staccare gli occhi dalla mia fighetta. Denise mi sussurrò ancora
“da brava Barbara, fai quel che devi, in fondo è quello che vuoi anche tu in questo momento, lo sento”
così dicendo con una mano fece pressione sulla mia spalla per invitarmi ad inginocchiarmi di fronte alla sua padrona, assecondai ogni movimento impartitomi, la cosa che più mi agitava era il fatto che mi piacesse recepire quegli ordini, mi piaceva essere in quella situazione, mi eccitava, in quel momento non avrei voluto far altro che leccare la figa di quella che ora sentivo essere anche la mia padrona, in quel momento mi sentivo “UNA SUA PROPRIETA’”.
Mi misi a quattro zampe guardando la Bonanni negli occhi, Lei si morse nuovamente il labbro inferiore e con le dita allargò le labbra della sua figa, il messaggio era chiaro … voleva che gliela leccassi, ed io avevo una gran voglia di farlo.
Mi avvicinai a lei, dapprima le poggiai due dita sul clitoride, quasi a volerne tastare la consistenza poi mi lanciai ed incominciai a baciarla con passione, alternavo colpetti di lingua con lappate molto più irruenti, ad intervalli le succhiavo le labbra e da li a breve incominciai e penetrarla con le dita … sentii che la Bonanni incominciava a godere, a differenza che con le altre due donne il suo piacere incominciava a manifestarsi anche in emissioni di mugolii soffocati, (non nascondo che in quel momento ne andai anche orgogliosa) … più la sentivo godere più sentivo la voglia irrefrenabile di far aumentare il suo piacere … intanto le due cagne avevano incominciato a farsi scopare di brutto dai due della security, si misero a pecorina poggiando le mani sui braccioli della poltrona della dottoressa e, mentre erano sotto i colpi dei due mastini, succhiavano i capezzoli della loro padrona … Denise si sdraiò per terra infilando la testa fra le mie gambe ed incomincio’ a ricambiare quanto io stavo facendo alla dottoressa.
Il quadro era completo, tutti erano coinvolti, nella stanza si sentiva forte l’odore del sesso, i grugniti dei due uomini, il rumore del loro bacino che sbatteva contro le chiappe delle due segretarie … Ad un certo punto senti l’energumeno che stava scopando la bionda emettere un grugnito bestiale, era venuto … e le era venuto copiosamente dentro, la dottoressa se ne accorse, stacco la mia bocca dalla sua passerà ed invitò la ragazza a sedersi sopra le sue gambe … io rimasi nella mia posizione, la dottoressa fece scivolare la ragazza fino a che la sua passerina fosse a portata della mia bocca, fu li che mi disse imperativa “continua con lei” … mi avvicinai al sesso della bionda, e non appena accostai la bocca la Bonanni la penetrò con un dito in modo che lo sperma scaricato dall’uomo fuoriuscisse completamente e finisse nella mia bocca … stavo ingoiando e leccando lo sperma di quell’uomo direttamente dalla figa della donna che aveva scopato … MI PIACEVA … raccolsi tutto con la lingua, a tratti leccai le dita della dottoressa che stimolavano la fuoriuscita del liquido, poi scostai di mia iniziativa la ragazza e ricominciai a leccare la Bonanni fra le cosce … la lingua di Denise continuava a darmi piacere e ormai stavo raggiungendo nuovamente l’organo, Denise se ne accorse, smise di baciarmi ed incomincio’ a sfregare le dita sul mio clitoride con un movimento rapido, di istinto girai la faccia per osservarla e vidi che con l’altra mano aveva accostato il bicchiere del mio martini alla mia passera, voleva raccogliere il succo del mio piacere, mi rifiondai con la testa fra le cosce della dottoressa, agendo su di lei con la stessa pratica che Denise stavo usando su di me, la Dottoressa incominciò ad irrigidirsi e il tono dei suoi gemiti diventava sempre più alto, fino al momento in cui esplose in un rumoroso orgasmo squirtandomi in faccia tutto il suo godimento, io, non appena vidi il primo fiotto di liquido, apri la mia bocca per non perderne una sola goccia … pochi istanti dopo esplosi nel medesimo piacere per poi accasciarmi far le cosce della Bonanni.
Pochi istanti per riprendere fiato ed alzai lo sguardo verso la mia amante, vidi la figura di Denise che passava il bicchiere con i miei umori alla Bonanni che lo prese, mi guardò … alzò la coppa a voler mimare un brindisi e mi disse: “benvenuta in società bambina”, … bevvè il contenuto come se fosse un calice di champagne e fece poi cadere il bicchiere per terra.
La guardai intensamente e mi venne spontaneo risalire il suo corpo con la mia lingua e baciarla con vemenza, lei ne rimase stupita ma ricambiò la mia passione, il sapore dei nostri sessi si mischiò, altre volte avevo assaggiato il mio sapore ma questa volta era diverso, era un gusto più forte, sapeva di lussuria … sapeva di Dannazione.
Notai la sensazione di sconcerto della Dottoressa nel vedere una novizia comportarsi con così tanta intraprendenza, non volevo sorprenderla, quello che facevo mi veniva spontaneo … ne volevo ancora … volevo godere ancora e volevo che lei godesse con me … la presi per mano e la condussi sul letto al centro della stanza, lei si sdraiò di schiena ed io mi sdraiai sopra di lei.
Rincominciammo a baciarci con passione mentre con la mia mano le accarezzavo la figa, senti il materasso accogliere il peso di altri che probabilmente avevano deciso di unirsi al gioco, vidi uno dei due uomini della security avvicinarsi a noi e protendere il proprio cazzo fra le nostre bocche … iniziamo così a leccare quel membro all’unisono fino a che non fummo investite dalla copiosa sborrata dell’uomo.
Continuammo a baciarci passandoci quel nettare da bocca a bocca, ma fui io ad ingoiarlo per espresso ordine della mia padrona, rimanemmo poi abbracciate a scambiarci effusioni per un lungo tempo, le altre ragazze, Denise compresa, fungevano da contorno e sembravano vegliare su di noi, gli uomini si rivestirono e si spostarono nella stanza accanto lasciandoci sole.
La Bonanni mi guardò intensamente, sembrava aver perso quella sua aria autoritaria e che un filo di apprensione quasi materna turbasse la sua fermezza di stronza e mi disse: “sei stata brava stasera bambina mia, lo sai che mi hai sorpresa?” io la guardai con sguardo interdetto come quello di chi non sa quale sia la miglior risposta da dare … lei incalzò chiedendomi “Sei sicura di stare bene? Dimmi, come ti senti?”, decisi di continuare ad essere quella che ero stata fino a quel momento e le risposi “come mi sento? Mi sento ancora insoddisfatta” le misi la lingua in bocca e ricominciai ad invaderle la figa con le dita.
… continua …

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