Quando il gioco si fa duro (finale)

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Come vi ho detto una volta che assapori il proibito e quel proibito ti piace vuoi toglierti tutte le voglie, Il bello con Hans e Cristian era che non ti rompevano le palle con inutili manfrine, io volevo solo giocare, non mi serviva un amante rompicoglioni. L’esperienza l’avevo mutuata dalle confessioni delle mie pazienti, gli amanti diventano peggio dei mariti, gelosi e insistenti.
Ma torniamo in pista, era ormai l’ora di rientrare all’ombra, odio il sole del meriggio caldissimo e noioso, per inciso andavo e tornavo dalla spiaggia completamente nuda. Doccia rinfrescante piccolo pranzo con insalatina e mentre sto sciacquando la terrina, vedo arrivare il vickingone, dal finestrino gli faccio l’occhiolino, lui misaluta e io contraccambio come?…. Prendo in mano le tette e alternativamente le agito ero sicura che mi avesse visto solo lui, il mio camper era affacciato al mare un po in alto su una cresta il suo copriva la vista della stradina, poi passo successivo col ditino gli faccio segno di entrare. Il bello di certi uomini è che capiscono al volo, entra mi appoggia il ginocchio sul tavolino e con le dita mi esplora bene la vulva che si allaga subito, in più approvo il suo gesto mettendogli la lingua in bocca, mi appoggia sul tavolino a gambe larghe leccando ben bene il clitoride, sulla mensola avevo le palline di gomma delle racchette da spiaggia, con calma mi umetta lo sfintere e inizia a infilarmene una, appena entrata si assicura che mi salga bene spingendola con la sua cappella, waooo ha un cazzo durissimo ripete la cosa altre tre volte, il massimo della mia capienza in lunghezza, insomma 4 palline più un uccello da 20 cm, mi massaggiava le tette mi agitava il clitoride, che amante favoloso sapeva farmi godere mi infilava le dita e intercettando il famoso punto g mi faceva venire con schizzi incredibili , mi abbandonavo a lui vivevo sequenze al rallentatore venivo e ripartivo e come premio finale veniva nel mio culo e quel giorno riusci a farlo due volte.
Come tutte le cose belle finiscono, era tornato quel beccaccione del mio marito.
Aveva notato che ero radiosa sorridente e rilassata, “Vedi stare tranquilli e soli e curativo”, ma vaffanculo era la mia risposta mentale, ero serena anche perché H e M se ne stavano tranquilli e mi salutavano con grande educazione, ma il problema era mio come facevo con lui sempre in mezzo alle palle, avevo preso il vizio di farmi inchiappettare almeno due volte al giorno e da almeno due uomini la passera ma di più il culo mi friggevano.
Niente panico avevo una soluzione, la sera stessa dopo cena fingendo di aver finito il detersivo dei piatti mi accingo a uscire “ Lucio faccio un salto al minimarket”, lui distratto dalle notizie del sole 24 ore non mi guarda e mi congeda con il solito OK , prendo il flacone da sotto lavandino ed esco, giro dietro al camper entro da Hans e Cristian facendogli segno spegnere la luce di tacere e il gesto internazionale con il pugno chiuso di di trombare.
La situazione così strana e piccante mi aveva straeccitata ero bagnata ancora prima di iniziare guardavo dalla tendina verso il mio camper e le mani appoggiate al tavolino mentre loro mi infilavano in culo di tutto, poi uno davanti e uno dietro, varie posizioni, insomma mezzora di divertimento puro.
Mi sono rassettata e al rientro avevo un sorriso enorme, ha da notare che qualche mugolio mi era scappato durante la prestazione, ma la cosa che mi fece ridere fu “Sai Lory qua dietro si sono divertiti chissà chi era la troiona ”. Voi chi dite che era, la mia risposta lapidaria “e già magari si sono inculati qualcuna e c’è pure qualche marito becco”. ogni sera ne inventavo una per prendermi la classica ora d’aria.

Quell’ estate stava cambiando il mio essere, e il sabato successivo nuova variante Sulla spiaggia Una coppia di Torinesi si era affiancata, lei della mia età io in costume lei in topless, quattro chiacchiere tra signore hanno invogliato i mariti a parlarsi, comunque lei Mara nullafacente lui “Lasciamo anonimo il beccaccione, fornitore di parti elettroniche alla Fiat, i due uomini hanno trovato un argomento comune, disquisire di lavoro meccanico, investimenti, affari. Noi appartate parlavamo di altro, prima di scemate varie, poi tuffandoci in mare assieme, lontane da orecchi indiscreti da buone comari abbiamo cominciato a scambiarci confidenze, la nobildonna aveva anche qualche scheletro nell’armadio e non vedeva l’ora di lavare la coscienza, in breve un amante. La situazione era intrigante, ho sondato di più le sue vere pulsioni, era una vera maialona, come me, e che avevo modo di soddisfarla.
L’estate e breve e pure la giovinezza quindi carpe diem (cogli l’attimo) ci siamo accordate.
Non servì nemmeno uno stratagemma, cena al localino sulla spiaggia, alla TV un partita di calcio era l’anno dei mondiali, ci siamo eclissate dichiarandoci non interessate al match, appena fuori dalla vista, mi sono sfilata le mutande e ho spronato anche lei a fare altrettanto, non ci ha pensato un attimo, poi via veloci al camper, dalla porta ho bisbigliato “Hans Cristian” “ja ja Lorraine”, via il vestito, lei mi ha guardato “che fai”, “non perdere tempo in chiacchiere spogliati” chiusa la porticina e abbassate le tendine Hans ha acceso la luce, “mooie Lorena”.
Lei era un tantino perplessa ma non era intimidita nonostante fossimo nude gli usci solo un meravigliato “Ma dai non ci credo”, quindi la troiona era abituata, ho fatto una breve presentazione, le ho mostrato l’immancabile plug rosso poi per non perdere tempo sono salita a cavalcioni sul pisellone di Hans, naturalmente infilandomelo dietro, ho solo aggiunto “E’ un inculatore favoloso e se non è bello duro in culo non ci entra”. Poi a natura ha fatto il suo corso, Cristian senza perdere tempo glielo ha infilato in bocca, era la prova della sua voglia, mi sono solo preoccupata quando ho sentito un “haia il mio amante non ce l’ha cosi grosso” ma poi dopo qualche stantuffata anche il culo di Mara si è abituato e come godeva la troiona. ci siamo scambiate un paio di volte gli uomini poi finito siamo corse alle docce ci siamo ritruccate sedute al camper, sorridenti e rilassate come non mai.
Lei si lamentava solo delle dimensioni di Hans ma posso dirvi che la sera stessa le avevo spiegato il trucco del plug, quindi siamo andate a comprarne uno anche per lei e credetemi nei giorni successivi aveva trovato un gran gusto nelle dimensioni.
Nei giorni successivi ci siamo aiutate l’un l’altra, una faceva da specchietto e l’altra trombava tanto sia H che C ne avevano erano dei trentenni di grande razza. Quando la vacanza è finita io e Mara siamo rimaste in contatto. Purtroppo Come Hans e Cristian non ne abbiamo più trovati. resta un bel ricordo.

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