Anna 3

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………….ed io “leggi il messaggio ” tua mamma” “chiama il 34901050xx” e apre il frigo tira fuori un piccolo cabaret con sei paste alla panna. Io mi siedo, lei si siede sulle mie gambe e senza mutandine, mangiamo le paste e beviamo il caffè, appoggia le tazze sul lavandino, io prendo la siringa e lei si appoggia al tavolo, e facciamo sta benedetta iniezione.” Nel mentre mi chiede chi è” io “non so, domani chiamo ormai è tardi”………………………….

Martedì’ mattina di lavoro, rientro a mezzogiorno per il pranzo, il tavolo apparecchiato a metà come sempre, l’altra metà un biglietto e un sacchetto della farmacia” alle tredici passa Luisa la figlia di mia cugina Maria”, io mi ero dimenticato di chiamare il numero…..
All’ora stabilita, sento suonare il citofono, apro aspetto sulla porta “chissà, come, che tipo è; avevo sentito la mamma, Luisa “occhi erano grandi e castani, i lunghi capelli, lucidi, ben curati le scendevano a boccoli fino al seno, che si intravedeva nella scollatura a V della maglietta rosa che lasciava intravvedere il reggiseno nero. Il giubbino alla moda con maniche lunghe ma che arriva solo alle costole, era tenuto aperto. Il pantalone largo di stoffa morbida, delineava bene la sua longilinea figura”, entra mi saluta mi dice io sono “Luisa, la mamma è passata ed ha lasciato le medicine” —io “si” mi racconta qualcosa,che hanno cambiato due infermieri, prendo la sua borsetta andiamo in cameretta, abbassa i pantaloni e il tanga a metà coscia si distende sul letto, il suo culo bianco, a mandolino, era bellissimo, preparo la siringa “e una fiala di Muscoril dico io “ serve a rilassare i muscoli e a non farti venire i crampi, non brucia&#034. o era ancora lì la disinfettai e infilzai l’ago… diedi un colpetto sicuro avrebbe, infatti contrasse un po’ il muscolo ma non si lamentò. La medicina non bruciava e iniettai piano, la vidi rilassarsi, forse le piaceva. Quando estrassi l’ago sentii come un lieve gemito. Sospiró. &#034Fatto! Sei stata brava, massaggiai profondamente.. Mi chiede “posso venire per le punture a quest’ora”. Sorrisi “certo”.
Pomeriggio, al lavoro come consuetudine, alle 17,00 un sms, rientro tardi. Fai la spesa.
Alle 19,00, sono a casa sua suono mi apre Marco, mi saluta e mi fa entrare mi accompagna in cucina, poso la borsa della spesa ci sediamo sul divano ed iniziamo a parlare, Lui chiede ove lavoro e mille altre domande, per contro anche io non son da meno, sapendo già cosa devo fare apparecchiamo la tavola e prepariamo la cena, antipasto, carne ai ferri e patatine fritte. (me la cavo bene) Rimane brasato, non pensava che ne ero capace, alle 20,00 arriva Anna, stra-sudata ci saluta, e si infila in bagno a farsi la doccia, io inizio a cuocere. In dieci minuti esce con l’accappatoio ed i capelli avvolti in un asciugamano, “un attimo, arrivo” si asciuga, esce in tuta e ceniamo, discutiamo della giornata “curiosa:di chi era quel numero di telefono” io “di Luisa” la cucina di mamma che è venuta oggi nel mezzogiorno, Lei” sei il solito” io “no”, Lei domani vengo io. Arrabbiata. —Ok–.
Finiamo di cenare Marco dal congelatore tira fuori il gelato, e si ritira nella sua camera.
Con Anna, che mi tiene il muso chiede come era e tante domande, io “ è mia cugina” allora si tranquillizza, venendomi in braccio quasi scusandosi, mi chiede: domani dove ci vediamo. Per me dove vuoi te. Domani Marco non c’è mi ha detto: vado a giocare a pallone e mi fermo da papà”. “Sei sempre il solito fortunello”. Guardando l’ora tarda, preparo per il buco ritorno in cucina, la trovo: in ginocchio sul divano, con la tuta abbassata mi porge un culo bianco ancora più bello che aspetta, “schernendomi anche a Luisa l’ha fatta così?” strofino, la buco, mentre inietto il liquido, passa Marco a posare il bicchiere del gelato, si ferma…… esclamando!!!!!!! Piero quando metti le bandierine nel mappamondo di mamma? tolgo l’ago massaggio, ..io..”Marco, prendimi la crema sul lavandino in bagno, grazie. Si gira, mi bacia sulla guancia, abbracciandomi ai fianchi, mettendomi la lingua in bocca.

Domani è un altro giorno e si vedrà.

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